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Presentazione: Rebreather Voyager I

Aquatek VOYAGER Il nostro rebreather può essere impiegato in differenti configurazioni:
- Semichiuso flusso fisso/miscela fissa
- Semichiuso flusso variabile/miscela fissa
- Semichiuso flusso variabile/miscele diverse
- Chiuso/miscele diverse
- Chiuso ad Ossigeno (ARO).

Semichiuso flusso fisso/miscela fissa: in questa configurazione il flusso di miscela viene regolato in superficie sulla base dei calcoli di caduta della percentuale dell'ossigeno nei sacchi e del profilo di immersione previsto. Il profilo di immersione terrà conto di questi parametri per quanto concerne sia l'esposizione all'ossigeno sia il profilo decompressivo, considerando anche l'eventuale necessità di dovere passare al circuito aperto d'emergenza alla massima profondità concessa dalla miscela impiegata.

Inoltre il rebreather può essere dotato di un dispositivo di controllo del gas inspirato (opzionale) che non interagisce con il funzionamento della macchina, in quanto totalmente meccanica, ma ha solo il compito di informare l'operatore in tempo reale dell'esposizione. Tale controllo può essere fornito in tre versioni:
- solo analizzatore O2 con display via cavo per il monitoraggio della PpO2
- sonda analisi O2 e unità da polso in comunicazione radio per controllo PpO2
e profilo decompressivo ( doppio sensore) solo miscele azoto e ossigeno/ossigeno puro
- sensore via cavo controllo PpO2 e profilo decompressivo per miscele binarie e ternarie iperossiche/ipossiche (nitrox, heliox, trimix).

Semichiuso flusso variabile/miscela fissa: la stessa macchina può essere impiegata in flusso variabile in immersione; pur avendo una miscela fissa, si può variare la PpO2 agendo sul regolatore di flusso modificandone il valore. Il vantaggio è evidente, alzando il flusso si avrà una quantità maggiore di gas ricco di O2 e quindi la PpO2 si alzerà (fase deco/acque basse ), al contrario abbassando il flusso la PpO2 scenderà aumentando il campo operativo della macchina in funzione delle necessità dell'operatore. Ovviamente tutta l'operazione sarà monitorata dal controllo di analisi e profilo deco. Il regolatore di flusso è stato concepito con una meccanica talmente semplice da renderlo assolutamente affidabile, si tratta infatti di un perno con scanalatura conica che lavora in un foro cilindrico; il movimento che allontana il perno dal foro, aumenta o diminuisce il passaggio del gas regolandone quindi il flusso. Il movimento è dato da un filetto finissimo al fine di rendere la regolazione molto dolce e lineare.
  

Semichiuso flusso variabile/miscele diverse: il funzionamento della macchina è identico al precedente, la differenza si ha nella scelta dei gas da impiegare, dove può essere necessaria una miscela di fondo per esempio Trimix e una più ricca di O2 per la fase decompressiva; in questa configurazione saranno montate due bombole, della capacità necessaria in funzione del profilo dell'immersione, collegate entrambi al regolatore di flusso. L'operatore potrà accedere al gas scelto azionando le valvole montate sul regolatore stesso.
 
Chiuso meccanico flusso variabile/miscele diverse: in questa configurazione vengono montate due bombole, una contenente ossigeno puro e l'altra il diluente previsto in funzione del profilo di immersione (aria, nitrox, trimix, eliox). Il funzionamento è molto semplice, regolando il flusso in superficie ad un livello più vicino possibile al personale consumo metabolico e compensando i sacchi durante la discesa con il diluente, il sistema immetterà solo la quantità di ossigeno che viene metabolizzato e la miscela respiratoria sarà stabile. Nel caso si dovesse intervenire per aggiustare il valore della PpO2, a causa di un maggior consumo metabolico, o in decompressione per innalzarne il livello, lo si farà agendo sul by-pass dell'ossigeno. Il tutto ovviamente monitorato dal controllo, in questo caso anche del profilo decompressivo. Il circuito aperto di emergenza è collegato alla miscela di fondo.

Chiuso Ossigeno/aro: ovviamente, se nel circuito impieghiamo solo ossigeno, la macchina si trasforma in ARO, il vantaggio però è che questa operazione può essere effettuata anche durante l'impiego del chiuso con miscele diverse; infatti se laviamo i sacchi dalla miscela (diluente) e carichiamo gli stessi con il by-pass dell'ossigeno, mantenendo il flusso costante al livello del consumo metabolico, abbiamo un aro che ci permette di decomprimerci in ossigeno.

Così a prima vista sembra di aver letto le caratteristiche di macchina diverse, in realtà è sempre lo stesso rebreather; possono cambiare i gas impiegati, ma la macchina rimane la stessa e tutti i passaggi sopra descritti possono essere decisi dall'operatore in fase di immersione. Di fatto, si può passare da chiuso a semichiuso o aro nella stessa immersione, con i vantaggi operativi che ne conseguono.

Il Voyager 1 monta due sacchi polmone anteriori, scelta ragionata al fine di ottimizzare lo sforzo inspiratorio, i sacchi sono da 6.5 litri cad. e sono contenuti in due controsacchi di cordura di protezione; i tubi corrugati, protetti a loro volta, hanno un diametro interno di 35mm; il filtro ha una capacità di 2,5 kg di materiale filtrante (consigliato il Sofnolime) e ha una camera d'aria intorno al cestello, per garantire un buon isolamento termico, ottimale per mantenere la giusta temperatura per il fissaggio della CO2.
Le bombole sono montate su slitte a sgancio rapido che sono concepite per ospitare qualsiasi formato di bombola.


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